Nuove abitudini in terra guineana

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  1. Dormire protetta da una zanzariera. Quando l’ho vista la prima volta ho pensato “nice…fa proprio un effetto a baldacchino con i suoi veli bianchi sottili che circondano il materasso”. Le prime settimane sono passate e una notte, oltre alle zanzare di sempre, sono entrati in stanza a farmi compagnia anche due rospi e una blatta. La sensazione da mille e una notte e’ andata a scemare velocemente, ma da quel momento in poi ho capito il grande potenziale di quest’oggetto in Bissau city.
  2. Bere esclusivamente acqua in bottiglia. La diarrea sta alla Guinea Bissau come il naso tappato sta all’inverno padano: arriva improvvisamente il freddo e la nebbia, ti prendi il raffreddore, ti curi, pensi di essere invincibile ed esci un venerdì sera con il cappottino leggermente aperto, fumi una sigaretta di troppo…e teeec, il naso rinizia a colare. La stessa disattenzione qui puo’ portare ad avere ripetuti incontri con la toilette. L’acqua potabile non e’ facilmente reperibile e per evitare spiacevoli situazioni bevo solo acqua in bottiglia o acqua purificata in sacchettini di plastica, a cui bisogna strappare l’angolo con i denti dopo averlo pulito con il lembo della maglietta. Poi esco una sera, bevo una caipirinha con del ghiaccio di sconosciuta provenienza…e teeeec, vado in bagno.
  3. Incrociare animali ovunque. In questo caso la parola “ovunque” e’ da intendere in senso letterario. Non e’ insolito infatti vedere galline che si rincorrono tra le viuzze del mercato, capre che brucano l’erba nelle piazze, avvoltoi che mangiano tra la spazzatura lasciata in strada, rospi e cavallette che saltano davanti alla porta di casa. Nel mio bilancio attuale di animali visti finora, da citare ci sono sicuramente un mamba verde che si aggirava nel giardino di fronte casa, un pipistrello che dormiva nel bagno dell’ufficio e un maiale di 100 kg che passeggiava di fronte agli uffici delle Nazioni Unite.
  4. Stupirsi continuamente della bellezza del cielo. La vicinanza all’oceano fa si che ci sia un via vai di nuvole continuo e i colori che si creano al tramonto sono ineguagliabili. Vabbe`, due anni e mezzo a Londra hanno sicuramente inciso sulla mia percezione della realtà. Passare dal grigio uniforme a mille gradazioni di rosa e blu e’ un salto qualitativo non da poco.
  5. Non usare il profumo. Questa e’ più una scelta personale che una necessita`. Certamente il deodorante inodore attira meno insetti e di conseguenza cerco di rendere la mia pelle il meno appetibile possibile. L’autan, che qui si chiama Yotox (un nome che la dice lunga…) e’ diventato il mio Chanel n.5 e lo metto anche sulla pianta del piede perché non c’e’ niente di più fastidioso che grattarsi le punture di zanzara e farsi il solletico contemporaneamente.
  6. Fare la spesa al mercato popolare. A Bissau non esistono ancora i supermercati. Ci sono dei minimarket dove si possono trovare cibi a lunga conservazione e altri prodotti come il latte, l’acqua in bottiglia, i cereali, gli yogurt, lo shampoo, ecc. I cibi “freschi” invece si comprano nei vari banchetti del mercato Bandim: ci sono le donne che vendono i limoni e le papaie, quelle che hanno le carote e i pomodori, ci sono poi quelle con i cetrioli, le arance e le patate, ci sono i tizi delle stoffe colorate e quelli che vendono la carne. Per qualsiasi cosa ci si ferma a contrattare sui prezzi perché qui si fa cosi, perché fa parte del gioco di relazioni.
  7. Salutare ed essere salutati dalle persone che si incontrano per strada. Non importa che ci si conosca o meno, l’educazione e i sorrisi vengono prima di tutto. Avete presente Ned Flanders quando saluta Homer con “Salve salvino, vicino”? Ecco, questa scena la vivo quotidianamente. Veramente. Ci sono giorni che arrivo a sera che ho stretto almeno una ventina di mani. La cordialità con cui ci si saluta tra sconosciuti e’ decisamente una delle migliori nuovi abitudini che ho fatto mie vivendo qui a Bissau.
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